Palazzo Agostini e Caffè dell'Ussero, lungarno Pacinotti

Facciata Palazzo Agostini e Caffè dell'Ussero (L. Corevi, Comune di Pisa)
Facciata Palazzo Agostini e Caffè dell'Ussero (L. Corevi, Comune di Pisa)
Palazzo Agostini: è il risultato di un accorpamento di due case torri medievali avvenuto nel Trecento per volontà della famiglia degli Astajo. La facciata si distingue tra le altre sul Lungarno per la sua eleganza e per i materiali utilizzati, principalmente la terracotta, per questo è conosciuto anche come Palazzo Rosso. Dal 1496 è proprietà della famiglia Agostini, che ancora vi risiede, specializzata nel commercio della seta. Sulla facciata gotica, scandita da bifore e trifore, si vedono ancora gli stemmi degli Agostini, dei Della Seta, Fantini e Venerosi. L’ultimo piano era originariamente aperto con una loggia, poi chiusa nel XIX secolo. Alle spalle del palazzo si apre un giardino pensile privato, che si sviluppa su ben quattro livelli, mentre sul retro, dove sorgeva la chiesa di Sant’Ilario in Porta Aurea, fu inaugurato nel 1905 il più antico cinema italiano ancora esistente, l’attuale Cinema Lumière, chiuso nel 2011 e trasformato in un locale per concerti e musica (le prime proiezioni furono effettuate all’interno del Caffè dell’Ussero nel 1899).
Il caffè più antico di Pisa e il terzo d’Italia, dopo il Florian di Venezia (1720) ed il Greco di Roma (1760). Fondato nel 1775 il Caffè dell’Ussero, che deve il suo nome a un gruppo di ussari giunti a Pisa assieme al granduca Francesco I di Lorena e alla moglie Maria Teresa d’Austria e ospitati proprio in questi spazi nel 1750, è subito diventato un luogo di ritrovo per tutta la società universitaria pisana, fucina di idee illuministe e risorgimentali italiane. Fra le sue mura fu organizzata la partenza della spedizione del battaglione universitario per Curtatone e Montanara. Ebbe molti nomi, tra cui il Caffè dell’Unione, quando ospitò le riunioni degli scienziati presenti a Pisa per il Primo Congresso degli Scienziati Italiani. Una leggenda racconta che nei locali del palazzo Agostini fu imprigionato e murato vivo un Ussero francese, il cui fantasma, aggirandosi nell'antico edificio, farebbe risuonare lugubremente le catene con le quali da vivo era stato legato, ecco perché Caffè dell’Ussero.

Curiosità: gli Agostini sono anche proprietari della bellissima Villa di Corliano, a San Giuliano Terme, una tra le più belle del territorio e con eleganti affreschi di Andrea Boscoli. Un luogo magico, ricco di storia e leggende. La chiesa dei Santi Pietro e Paolo o chiesa di Corliano o Romitorio di Corliano, originariamente consacrata a Santo Stefano, sembra sia stata edificata sui resti di un tempio pagano dedicato alla Bona Dea. Nel XVIII secolo la villa fu abitata da Teresa Scolastica, sposa di Cosimo Baldassarre Agostini, che ne restaurò il parco e gli arredi. Una donna di grande valore e d’animo buono: si dice che dal momento della sua morte ancora abiti all’interno della villa e non siano rare le sue manifestazioni, seguite anche dai più esperti team internazionali di cacciatori di fantasmi.
Tra i primi caffè letterari d'Italia, fu frequentato da studenti risorgimentali come Domenico Guerrazzi (sospeso per un anno per aver declamato, in piedi sopra a un tavolo dell’Ussero, alcuni moti carbonari), Mazzini, Giuseppe Montanelli (volontario a Curtatone e Montanara), poi GiuseppeGiusti, che lo rese famoso nelle ‘Memorie di Pisa’ (1841), Renato Fucini, Giosuè Carducci, Mario Tobino, Mario Praz...
Agli inizi del 1900 venne aperto un salone cinematografico e teatrale che preso il nome del Caffè e successivamente nei locali adiacenti nascerà un cinema.


Cit. Dirò una bischerata, ma per me son persuaso che s’i mpara all’Ussero almeno quanto s’impara in Sapienza e però vorrei che questi due locali si dividessero il tempo della vita dello scolaro ad onta delle predicazioni di tutti i predicatori. Cotesto di Pisa è un noviziato doppio, cioè si incomincia ad imparare a studiare e ad imparare a vivere; poi, usciti di costà, si incomincia a saper vivere e a saper studiare…I libri soli non in segnano a vivere, insegnano a geometrizzarsi un modo di essere pedantesco…Con questo non intendo an teporre l’ignoranza alla dottrina, ma asserisco che il sapere privo dell’esperienza della vita, è una dotta gufaggine bisbetica e sterile.


Giuseppe Giusti, Lettera all’amico Pietro Cioni, XIX sec.



Uno dei più assidui frequentatori del Caffè fu Renato Fucini che ha anche il merito di aver elevato a dignità artistica il dialetto di Pisa, o ‘Vernacolo’, la lingua rustica del popolo cittadino e del contado.
Fucini, che si firmava Neri Tanfucio, fu uno dei primi a pubblicare in vernacolo (Cento sonetti, 1870-71) e aprì la strada a molti poeti che ancora oggi si divertono a scrivere versi, spesso divertenti.

(Cit.) Er Cicerone e l’inghilese
INGLESE
Splendidissimo, jes!
CICERONE
O 'un gliel' ho detto?
Fra' 'ampanili è 'n grand' oggetto d'alte!…
INGLESE
Essere autore?…
CICERONE
Credo un alchitetto…
Vienga… lo gualdi di 'vaggiù 'n dispalte.
INGLESE
Oh, magnifico!
CICERONE
Vero, eh? bell'effetto!
Si vede pènde' da tutte le palte.
All'Ondra nun ce 'hanno e ci scommètto,
A meno che dipinto 'n su le 'alte.
Lassàmo anda', ma Pisa pòlta 'r vanto
Di tanti ritrovati d'invenzione,
Che foravia di 'vi nun c'è artrettanto.
O le cèe! sèmo giusti, 'un ènno bone?
Le sentisse alla sarvia, ènno uno 'ncanto…
Eh! l'Italia è 'na gran bella Nazione!

(R. Fucini, Cento sonetti, 1871)
Il Salone Cinematografico e Teatrale dell’Ussero fu aperto al pubblico sabato 16 dicembre 1905, nel 1914 nei locali adiacenti nascerà lo Splendor (primo nome dell'attuale cinema Lumiere): “Gli apparecchi sono dei più moderni e sofisticati, le pellicole splendide e di assoluta novità, la lunga durata degli spettacoli e la grandezza dei quadri attirano una grande folla (…)” scrivevano i giornali locali. Il soggetto di apertura furono 43 quadri di “Un viaggio attraverso l’impossibile, spedizione di un gruppo di sapienti dell’Istituto di Geografia Incoerente”, concepita da G. Mélies di Parigi. Seguì la comica: “L’orso fotografato”.
Ultimo aggiornamento: 19/10/2020
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