Piazza del Duomo

Piazza del Duomo (Mura di Pisa)
Piazza del Duomo (Mura di Pisa)
L’Ardea roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli (Gabriele D’Annunzio. Forse che sì, forse che no, 1910): grazie a queste parole la piazza del Duomo di Pisa è famosa in tutto il mondo come piazza dei Miracoli. Il complesso monumentale fu costruito tra XI e XIV secolo e rappresenta il potere politico e la ricchezza della città in epoca medievale, oltre ad essere il suo centro religioso e artistico più importante.
Cinque grandi monumenti rappresentano il percorso della vita di un essere umano.
  • Battistero di San Giovanni, il primo giorno di vita: opera del maestro Diotisalvi, costruita a partire dal 1153
  • Cattedrale di Santa Maria Assunta, la ricchezza della vita: la costruzione, che porta la firma del maestro Busketo, venne iniziata nell’anno 1063
  • Spedale Nuovo di Santo Spirito, o Santa Chiara: la sofferenza e l’ospitalità: costruito nel 1257 da Giovanni di Simone
  • Campo Santo Monumentale, la morte in Terra Santa: costruito a partire dal 1277 da Giovanni di Simone
  • Campanile dell’Assunta, la resurrezione dell’anima: l’icona pendente della città, iniziata nel 1173 da maestranze ancora ignote.

La piazza in pillole:
  • Il Battistero di San Giovanni, grandiosa opera del maestro Diotisalvi che dal 1153 introduce i fedeli al cristianesimo attraverso il rito del Battesimo. Il cerchio, simbolo di perfezione divina, rivela al suo interno una fitta rete di rimandi alla condizione ibrida e quindi imperfetta dell’essere umano e che ambisce alla purificazione dentro la vasca battesimale ottagonale, opera di Guido Bigarelli da Como del 1246. Conserva all’interno uno dei capolavori dell’arte mondiale, il Pulpito di Nicola Pisano (1260). L’esterno è un susseguirsi di linee romaniche e gotiche che salgono verso la grande cupola emisferica, che al suo interno cela una seconda cupola conica. Quest’ultima, data la sua forma, contribuisce a creare un curioso effetto di risonanza acustica: l’eco del Battistero
  • La Cattedrale di Santa Maria Assunta e Duomo di Pisa, nonché chiesa primaziale, progettata e costruita a partire dal 1063 da Busketo, con i suoi 100 metri di lunghezza rappresenta uno dei capolavori dell’architettura romanica pisana. L’intero edificio fu ampliato da Rainaldo, autore della facciata, nella prima metà del XII secolo, rivela interventi di grande prestigio ad opera di maestri come Guglielmo e Biduino. La statuaria è di grande interesse e ne è un esempio la grande Vergine con Bambino di Andrea Pisano (1343). La cupola ovoidale dona all’edificio un’armonia bizantina e le fasce di calcare bianco e breccia nera del Monte Pisano la avvicinano alle grandi moschee arabe (come la Mezquita de Cordoba). Le porte bronzee della facciata sono un rifacimento delle originali, andate distrutte a seguito dell’incendio del 1595 che lasciò invece intatta la porta di San Ranieri, opera del 1179 di Bonanno Pisano. L’interno della Cattedrale è solenne, scandito da 5 navate suddivise da colonne monolitiche di granito dell’Elba. Al centro dominano la scena il grande Pergamo di Giovanni Pisano e il lampadario di Vincenzo Possanti, conosciuto come la lampada di Galileo Galilei. Il catino absidale è impreziosito dal vistoso mosaico del Pantocratore, al quale lavorò Cimabue, mentre grandi quadri e affreschi (opere di Andrea del Sarto, Sogliani, Benvenuti, Lomi, Ghirlandaio) decorano le pareti . Di grande pregio è l’urna di San Ranieri, Patrono di Pisa, del Foggini, situata nel transetto meridionale assieme al sarcofago dell’imperatore Arrigo VII, di Tino di Camaino.
  • L’Ospedale di Santa Chiara, o Spedale nuovo di Santo Spirito, nasce per volere di papa Alessandro IV che, attraverso una bolla papale del 1258, impose alcune condizioni con il fine di ritirare la scomunica che incombeva sulla città dal 1241. Fu per Pisa il punto di inizio del rinomato sistema sanitario locale e oggi il complesso, nella sua parte più antica, ospita il Museo delle Sinopie del Campo Santo. Le sinopie sono i disegni preparatori degli affreschi, realizzati con polvere rossa proveniente da Sinope, città turca sul Mar Nero.
  • Il Campo Santo monumentale fu il vero motivo per cui Pisa divenne una delle protagoniste del “grand tour” nelle città italiane a partire dalla fine del Settecento. Il Campo Santo monumentale fu costruito da Giovanni di Simone nel 1276 per contenere gli eleganti sarcofagi di epoca romana che circondavano la Cattedrale. I pisani durante la seconda crociata del 1146 portarono in città grandi quantità di terra proveniente dal monte del Calvario, il Golgota, con l’intento di sfruttarne le proprietà che, secondo un’antica tradizione, acceleravano il processo di decomposizione dei corpi e quindi della resurrezione dell’anima. Quella stessa terra fu il punto di inizio del futuro Campo Santo. Fino al XV secolo il termine camposanto non esisteva nella lingua italiana, se non per indicare l’edificio pisano. Un luogo di sepoltura e di arte, con più di 300 tombe e monumenti di grande pregio, come il sepolcro di Giovanni Boncompagni di Bartolomeo Ammannati, l’Inconsolabile di Lorenzo Bartolini o la tomba di Andrea Vaccà Berlinghieri di Bertel Thorvaldsen. Di grande pregio sono i reperti romani, tra cui spiccano il sarcofago di Fedra (II sec.), utilizzato per la sepoltura di Beatrice di Canossa, madre della Contessa Matilde e il sarcofago delle Muse (III sec.). Il grande chiostro, scandito da arcate in elegante stile gotico fiorito, fa da cornice a una superficie di 2000 metri quadri di affreschi, dipinti tra il XIV e il XVII secolo, tra i quali il rinomato ciclo del Trionfo della Morte di Bonamico di Buffalmacco (1336) e altri capolavori dei grotteschi Taddeo Gaddi e Spinello Aretino. La parete settentrionale è invece dominata dal ciclo del Vecchio Testamento di Benozzo Gozzoli. Purtroppo, il 27 luglio 1944, un rovinoso incendio causato dallo scoppio di un proiettile in prossimità della cappella Aulla, dove oggi troviamo l’originale lampada di Galileo Galilei, ha distrutto in parte le decorazioni del Campo Santo, così è andato perduto quasi il 60% della ricchezza un tempo qui custodita.
  • Il Campanile o Torre di Pisa. È curioso che un campanile che non riporta neanche il nome del suo ideatore sia diventato, grazie alla sua pendenza, il monumento più famoso al mondo. Talvolta “gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa” (Gianni Rodari). Nel 1173 si avviarono i lavori di costruzione volti alla realizzazione di una colonna di colonne (Rudolf Borchardt), circolare come il Battistero e visibile da ogni luogo della pianura pisana. A cinque anni dalla posa della prima pietra, arrivati al terzo anello, si ebbe un primo cedimento del terreno che provocò una lieve inclinazione della torre. I lavori si interruppero e ripresero circa un secolo dopo, con l’architetto Giovanni di Simone, che corresse parzialmente l’inclinazione ed elevò la torre di altri tre piani. Tommaso Pisano concluse i lavori di costruzione del campanile negli anni Ottanta del Trecento con l’aggiunta della cella campanaria. Nonostante i numerosi interventi di restauro la pendenza si fece sempre più minacciosa e dal 1990 al 2001 la torre fu soggetta a uno dei più importanti lavori di consolidamento che, attraverso un processo di sottoescavazione, ha ridotto l’inclinazione di circa 45 centimetri.
La piazza del tempo dei Medici: la renovatio urbis dei Medici non risparmiò neanche la piazza del Duomo, dove dal 1468 fino al 1483 si realizzò il grande ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli nel Campo Santo, sotto il governo di Piero I il Gottoso e di Lorenzo il Magnifico. Nel 1594, con Ferdinando I, si costruisce la cappella Dal Pozzo, sempre nel Campo Santo, si modifica la facciata dello Spedale Nuovo, aprendo grandi finestre e intonacando le pareti per cancellarne l’aspetto medievale e soprattutto si interviene all’interno del Duomo. Il disastroso incendio scoppiato in Cattedrale la notte del 24 ottobre 1595 per colpa di un capomastro, Giovanni Domenico da Milano, intento a lavorare alle saldature delle lamine di piombo che costituiscono il tetto, dette il via a una campagna di restauri e ammodernamenti. Le porte bronzee di Bonanno scomparvero e si sostituirono con le attuali del Portigiani, si rimosse il Pergamo di Giovanni Pisano e si dette il via alla creazione della grande tribuna del Duomo e soprattutto fu ricostruito il soffitto in legno a lacunari, ricoperto di lamine d’oro.
Questa piazza, da cui tutti i giorni passano persone provenienti da tutto il mondo, in cui passeggiando si sentono intonare mille lingue diverse, è fin dalla sua nascita simbolo dell’unione di più popoli. Tutti i monumenti di piazza del Duomo sono in stile romanico pisano, alcuni poi, come il Battistero, vedranno un’evoluzione verso il gotico. Da che cosa è caratterizzato il romanico pisano? Lo stile nasce qui, con la Cattedrale di Buscheto nel 1064, ed è caratterizzato dall’unione di più stili: alternanza cromatica delle superfici marmoree; inserimento di elementi decorativi “arabeggianti”, come le tarsie marmoree, o intarsi geometrici di marmi differenti; riempimento degli archi ciechi con losanghe; infine un coronamento, di tre ordini in questo caso, di loggette praticabili, di derivazione lombarda. Pisa, come Repubblica Marinara, aveva la possibilità di viaggiare in tutto il Mediterraneo creando uno scambio, non solo di merci, ma anche di idee, culture, persone… questo portò alla creazione di uno stile nuovo per l’epoca che poi si diffuse negli altri monumenti della piazza, in altre chiese di Pisa, ma anche in altre città: troverete lo stile romanico pisano a Lucca, a Siena… e in Sardegna, una delle isole che Pisa conquistò. Un altro esempio di questi scambi culturali è rappresentato dal Grifone: l’originale scultura bronzea (datata XI secolo) si trova nel Museo dell’Opera della Primaziale, una copia sulla sommità della Cattedrale. Si tratta di un Grifone di manifattura islamica: nasce probabilmente come brucia profumi, per poi divenire trofeo di guerra della Repubblica Marinara. I caratteri cufici decorano l’esterno del Grifo e dicono ‘perfetta benedizione, completo benessere, perfetta letizia, pace eterna e perfetta salute, felicità e buona fortuna per il proprietario’.
Sono numerosissime le descrizioni dei monumenti della piazza del Duomo, fatte da scrittori e viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo, in ogni secolo fin dall’XI. Il monumento più descritto dagli scrittori del Grand Tour non è la torre, ma il Campo Santo, che lascia estasiati per i monumenti funerari, i sarcofagi romani e il ciclo di affreschi.
La piazza del Duomo, conosciuta come piazza dei Miracoli, deve il suo nuovo nome a Gabriele D’Annunzio che si innamorò di Pisa.

Cit. L’Ardea, roteò nel cielo di Cristo, sul prato dei Miracoli. Sorvolò le cinque navi concluse del Duomo, l’implicito serto del Campanile inclinato sotto il fremito dei suoi bronzi, la tiara del Battistero così lieve che pareva fosse per involarsi gonfia di echeggiamenti…Il Camposanto!…la grande urna quadrilunga ove la forza della città dorme fra un cipresso e un roseto, con i piedi congiunti, con le mani in croce sul petto…

Gabriele D’Annunzio, Forse che sì, forse che no, 1910

Cit. Mio caro Giorgio,io non arrivo mai a liberarmi da l’incantesimo toscano. Sono da qualche giorno a Pisa che è primaverile e tuta d’argento.Passo delle lunghe ore al sole sui gradini del Duomo, sotto le mura merlate, di contro una porta di bronzo mentre simboli parlano al mio animo silenzioso…

Gabriele D’Annunzio, Epistolario, lettera al sig. Hèrelle, 16 gennaio 1896.
I film girati all’ombra della Torre sono numerosissimi, ma non tutti la includono nelle scene. Eccone alcuni:

Con la torre:
  • Totò al Giro d’Italia (1948) di Mario Mattoli. Film girato in molte città d’Italia, Pisa compare come una delle tappe in cui Totò ciclista passa, acclamato dalla folla di tifosi. Tra i ciclisti nel film ci sono molti campioni dell’epoca: Fausto Coppi, Giancarlo Astrua, Gino Bartali, Vito Ortelli, Fiorenzo Magni…
  • Souvenir d’Italie (1956) di Antonio Pietrangeli. Commedia con Alberto Sordi, Vittorio de Sica, Antonio Cifariello e Dario Fo, quest’ultimo nel ruolo di guida turistica.
  • Noi siamo le colonne (1956) di Giuseppe D’Amico, con Vittorio De Sica, Antonio Cifariello. Fin dalle scene iniziali compare la torre pendente, ma il film è stato girato anche in altri punti della città, diverse scene nei lungarni, alla Sapienza, in piazza Dante…
  • La ragazza del palio (1957) di Luigi Zampa, con Vittorio Gassman. Gran parte del film è girato a Siena, ma vi compare anche Pisa nel tour della Toscana che il protagonista, interpretato da Gassman, fa fare a una giovane turista americana. L’auto sfreccia in piazza dei Miracoli e si vedono tutti i monumenti che Gassman descrive alla ragazza.
  • Esterina (1959) di Carlo Lizzani. La protagonista Esterina, interpretata da Carla Gravina, è una ragazza di campagna che scappa con due camionisti (interpretati da Geoffrey Horne e Domenico Modugno), insieme gireranno l’Italia, passando anche da Pisa. Una scena del film è girata in piazza dei Miracoli e un'altra, più drammatica, a Bocca d’Arno.
  • Padre Padrone (1977) dei fratelli Taviani, tratto dall’omonimo romanzo di Gavino Ledda. Il film vinse la Palma d’oro come miglior film al 30° festival di Cannes. Gavino da bambino cresce come pastore nella Sardegna degli anni ’40 ma, arrivato a Pisa per svolgere il servizio militare, comincia il suo percorso di emancipazione dal padre e dalla vita rurale. Nel film lo vediamo salire sul campanile e a un tratto sedersi a metà della torre, con i piedi lasciati ciondoloni. Un tempo infatti non c’erano protezioni e si poteva camminare nelle loggette praticabili intorno alla torre
  • Amici miei atto II (1982) di Mario Monicelli (Scena del Servizio Torri: https://www.youtube.com/watch?v=u86SaLEncos) Questa scena in piazza dei Miracoli fu girata il 28 aprile del 1982, moltissime furono le comparse pisane. Il film fu girato sulla scia del successo del I atto, di ben sette anni prima, e riunì lo stesso cast: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Renzo Montagnani, Adolfo Celi e Gastone Moschin. I protagonisti inscenano un salvataggio della torre ‘Braccia, funi, travi, tutto può servire per scongiurare un crollo annunciato come imminente’.
  • Figlio mio infinitamente caro (1985) del regista pisano Valentino Orsini, con Mariangela Melato, Ben Gazzara, Sergio Rubini, Valeria Golino. Un film drammatico che racconta l’amore paterno verso un figlio. Il film è interamente girato a Pisa: non solo la torre, ma anche piazza dei Cavalieri, i lungarni, il museo di San Matteo, la torre del Campano, Borgo Stretto…
  • Superman III (1986) di Richard Lester (https://www.youtube.com/watch?v=TQuThW5c4DQ)
  • Il burbero (1986) dei registi Castellano e Pipolo, con Adriano Celentano e Angela Finocchiaro. Film girato tra Firenze, Siena e Pisa. Il protagonista atterra all’aeroporto di Pisa e lo vediamo in auto passare da piazza dei Miracoli.
  • Ora o mai più (2003) regia di Lucio Pellegrini, sceneggiatura del pisano Roan Johnson, con Violante Placido, Elio Germano, Riccardo Scamarcio. Il film è in gran parte girato a Pisa, i protagonisti sono studenti universitari che passano dall’occupazione di un centro sociale a feste, dibattiti, fino al G8 di Genova. In una scena in piazza dei Miracoli ecco che dalla cima della torre di Pisa si srotola lo striscione, simbolo di questa lotta studentesca, con scritto: ‘Lei è dritta, è il mondo che è storto’.
  • I Simpson (2005) episodio The Italian Bob. La puntata in cui hanno predetto con qualche anno di anticipo che sarebbe stato aperto un McDonald accanto a piazza dei Miracoli.
  • L’amica geniale (7° puntata, II stagione della Serie Televisiva 2019). Dopo la laurea alla Scuola Normale Superiore la giovane Lenù, una delle protagoniste, passeggia in piazza dei Miracoli con il proprio fidanzato.

Senza la torre:
  • Medea (1969) di Pier Paolo Pasolini (Scena con il Centauro e Giasone https://www.youtube.com/watch?v=bLd9vTMHH0A). Pisa diventa Corinto, i monumenti di piazza dei Miracoli vengono ripresi solo nelle loro parti più basse e vendendone solo i muri bianchi, essi prendono altre sembianze.
  • Good Morning Babilonia (1987) dei fratelli Taviani (https://www.youtube.com/watch?v=PhbJaawq7AU). I due protagonisti, Andrea e Nicola, sono toscani e provengono da una famiglia di artigiani e restauratori di chiese. I nomi non sono casuali, ma vogliono ricordare Andrea Pisano (1290 - 1348) e Nicola Pisano (1223 - 1281), due dei più grandi artisti medievali che hanno contribuito all’arte del periodo con opere come la Madonna del Latte, il pulpito nel battistero di Pisa…


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Ultimo aggiornamento: 24/11/2020
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