Cattedrale di Santa Maria Assunta, piazza del Duomo

Cattedrale di Santa Maria Assunta (Opera Primaziale pisana)
Cattedrale di Santa Maria Assunta (Opera Primaziale pisana)
Ideata dal genio di Busketo (le cui spoglie riposano in un sarcofago romano, parte della facciata) e realizzata a partire dal 1063, fu dedicata all’Assunta in onore della vittoriosa battaglia di Palermo avvenuta proprio tra il 13 e il 18 agosto di quell’anno. Il suo stile è unico, definito romanico pisano, del quale troviamo esempi in gran parte della Toscana, della Sardegna, Corsica, perfino in Campania e Puglia. La facciata è un capolavoro di Rainaldo (anche se molti fregi e capitelli sono attribuiti a Guglielmo e Biduino), sviluppata su arcate cieche, decorate con losanghe e tarsie, sovrastate da quattro ordini di logge praticabili. Di grande pregio sono i portali in bronzo, realizzati su disegno di Raffaello Pagni in sostituzione di quelli distrutti nell’incendio del 1595, e la Vergine con Bambino, opera di Andrea Pisano (1343 circa), che si trova in alto sulla cuspide della facciata. La chiesa misura circa 100 metri di lunghezza e 70 di larghezza ed è definita la terza chiesa più grande d’Europa dell’XI secolo, dopo San Pietro e San Paolo fuori le mura di Roma. La cupola ellittica, progettata da Busketo e decorata nel 1380 circa da Piccio di Landuccio, si ispira alle grandi cupole bizantine, prima fra tutte quella di Santa Sofia (Turchia). L’abside è un tripudio di colori e giochi di linee e dialoga stilisticamente con la vicina Torre Pendente. Di grandissimo interesse è la porta bronzea di Bonanno Pisano (1179-1181), o porta di San Ranieri, unica superstite dopo l’incendio del 1595.


Interno: a cinque navate, divise da colonne monolitiche di granito dell’isola d’Elba. Tre archi, due a sesto acuto e uno a tutto sesto, ci rivelano il bel mosaico absidale del Cristo Pantocratore di Francesco da Pisa, Vincino da Pistoia e soprattutto Cimabue. Il gusto moresco è evidente nelle arcate delle navate laterali, tanto che la Cattedrale fu spesso paragonata alla grande Moschea di Cordoba. Eleganti quadroni settecenteschi e ottocenteschi (Bezzuoli, Bilivert, Lomi, Tempesti ecc.) ci raccontano la storia di Pisa e, tra gli altari laterali, troviamo opere di gran rilievo, come la Madonna con Bambino di Andrea del Sarto (prima metà del XVI secolo) nel secondo altare della navata destra e la bellissima Vergine di Perin del Vaga, nel primo altare del transetto meridionale. Il soffitto intagliato a lacunari e decorato con foglie d’oro, terminato nel 1602, è un’opera di Domenico e Bartolomeo Atticciati e sostituisce l’originale a capriate perduto durante l’incendio del 1595.
  • Braccio destro del Transetto: in alto il mosaico della Madonna in gloria di Francesco Traini (XIV sec.) veglia sull’urna in marmo policromo, realizzata da Giovan Battista Foggini nel 1687, dove riposa il corpo di San Ranieri, patrono della città. A sinistra, nell’ombra, parte del sarcofago dell’imperatore Arrigo II di Lussemburgo, scolpito da Tino di Camaino nel 1313 (in parte conservato al Museo dell’Opera), un tempo alle spalle dell’altare maggiore. Gli angeli dipinti sono di Domenico Ghirlandaio.
  • Altare maggiore e Tribuna: lungo i fianchi è situato il coro ligneo quattrocentesco, sul quale spiccano opere di Andrea del Sarto e del Sogliani. L’altare settecentesco è dominato dal grande Crocifisso di bronzo del Giambologna. Alle spalle la grande tribuna rivela opere magistrali di Beccafumi, Sogliani, Sodoma e Salimbeni. Il pavimento è in opus alexandrinum della metà del XII secolo e sempre alle spalle dell’altare, si nota un vaso di porfido, parte del bottino della prima Crociata, ritenuto uno dei recipienti utilizzati per le celebrazioni delle nozze di Cana.
  • Braccio sinistro del Transetto: in alto il mosaico dell’Annunciazione di Francesco Traini, al centro il grande ciborio d’argento disegnato da Giovanni Battista Foggini. Tra le colonne si scorgono quadri di Aurelio Lomi e in prossimità dell’altare maggiore, l’icona della Vergine con il Bambino, attribuita a Berlinghiero Berlinghieri (1226), conosciuta come la Madonna di Sotto gli Organi, uno dei simboli sacri della città.
  • Il Pergamo (o pulpito) di Giovanni: capolavoro di Giovanni Pisano, il Pergamo fu iniziato nel 1301 e terminato nel 1310. Durante l’incendio del 1595, per salvarlo, fu completamente smontato e i suoi pezzi furono collocati in posti diversi, fino alla ricostruzione nel 1926, purtroppo con qualche alterazione. Al primo ordine troviamo grandi leoni stilofori e colonne cariatidi e telamoni. Profeti, sibille e apostoli in continuo movimento fanno da cornice alle storie della vita di Gesù: dall’Annunciazione al Giudizio Finale. L’opera è definita il massimo esempio di espressionismo medievale.
La lampada di Galileo Galilei: “con la sagacità del suo ingegno inventò quella semplicissima e regolata misura del tempo per mezzo del pendulo, non prima da alcun altro avvertita, pigliando occasione d'osservarla dal moto d'una lampada, mentre era un giorno nel Duomo di Pisa; e facendone esperienze esattissime, si accertò dell'egualità delle sue vibrazioni” (Vincenzo Viviani. Racconto Istorico, 1654). Al centro della navata pende il lampadario in bronzo di Vincenzo Possanti, opera che va a sostituire l’originale lampada (ora in Campo Santo) che Galileo Galilei osservò in Cattedrale nel 1581 (a soli 17 anni). Le sue riflessioni lo portarono a formulare la teoria nota come isocronismo del pendolo, secondo la quale il tempo di oscillazione di pendoli di eguale lunghezza è costante, qualunque sia l'ampiezza dell’oscillazione. In realtà tale teoria è valida solo se le oscillazioni sono di piccola ampiezza, ma fu comunque la base per gli studi a venire.
Il Capodanno Pisano: all’interno della Cattedrale, in prossimità del marcapiano sopra il Pergamo di Giovanni Pisano, appare una mensola sostenuta da un ovulo: il 25 marzo, alle ore 12:00, viene colpita da un raggio di sole che entra da una piccola finestra posta sul transetto meridionale. Tale evento determina il passaggio dal vecchio al nuovo anno in stile pisano, cioè rispettando l’antico calendario ab incarnatione che computa i giorni dell’anno a partire dal giorno dell’Annunciazione della Vergine e dell’antico Equinozio. Pisa entra così nell’anno nuovo con ben 9 mesi di anticipo. Tale usanza, oggi celebrata con grande fervore, è documentata almeno dal X secolo e fu abolita nel 1749 dal Granduca Francesco Stefano di Lorena, poiché creava non poche confusioni negli atti pubblici.


Le leggende:
  • Le unghie del diavolo: secondo la leggenda, il diavolo si accorse della maestosa Cattedrale e provò a distruggerla, ma non vi riuscì e tutto ciò che resta oggi di quel tentativo, incise su un blocco di marmo di spoglio sul fianco settentrionale della chiesa (si contino 5 arcate dalla facciata verso il transetto), sono le sue unghiate: contando più volte la fila di piccoli fori, il risultato ottenuto non è mai lo stesso. Un’altra versione sostiene che ottenendo lo stesso risultato si vada incontro alla morte.
  • Le lucertole degli studenti: secondo la leggenda, toccando le due lucertoline di bronzo, poste tra le foglie del portale maggiore della facciata, a sinistra, più o meno a un metro e venti di altezza, gli studenti riescono a superare con successo gli esami.
  • La colonna delle donne: sempre in facciata, al secondo ordine di loggette praticabili, a destra, si nota una colonna di porfido rosso, che osservata dà la garanzia a tutte le donne di essere protette dal tradimento del proprio compagno almeno per 24 ore.

Ultimo aggiornamento: 24/11/2020
TIME OUT
Santa Maria, 50 p.1
Recapito 349 5819255
VERY NEAR THE TOWER
Santa Maria, 78 p.1
Recapito 389 2320250
PAMPURIO
70m
Piazza del Pozzetto, 7 - Pisa
Recapito 338 7291090
RELAIS I MIRACOLI
130m
Via Santa Maria, 187
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Piazza Arcivescovado, 3, 56126 Pisa PI
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140m
Via Santa Maria, 179
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Via Maffi Pietro Cardinale, 36
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DUOMO RISTORANTE - PIZZERIA
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