Tenuta di San Rossore

Foresta a San Rossore (Parco Naturale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli)
Foresta a San Rossore (Parco Naturale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli)
Confinata tra i fiumi Arno e Serchio, il mare e il quartiere di Barbaricina di Pisa, la tenuta di San Rossore è un’oasi naturalistica di grande pregio. Da Pisa è possibile entrare nella tenuta attraverso il lungo viale delle Cascine, che parte in prossimità della piazza del Duomo, e attraverso via delle Lenze. Già dal V secolo fu zona di rifugio per la città, tanto che nel medioevo vi sorsero le chiese di San Bartolomeo e Santa Maddalena e il monastero di San Luxorio, o Rossore. Solo quest’ultimo ebbe vita più longeva. Nel Quattrocento le reliquie del Santo furono portate a Firenze e poste all’interno del reliquiario scolpito da Donatello (oggi al Museo Nazionale di San Matteo di Pisa). Sia i Medici che i Lorena utilizzarono il parco per la caccia, o per lo sfruttamento agropastorale: si costruirono le Cascine Ferdinandee, oggi Cascine Vecchie e si dette il via all’insediamento delle pinete da pinoli. Con i Lorena, nell’Ottocento, si costruirono le Cascine Nuove, presso il monastero, sulla riva dell’Arno, la villa Granducale e la pista da corsa per cavalli purosangue. Con i Savoia, che lo scelsero come residenza estiva, il parco si dotò di moderne strutture e l’ippodromo divenne il vero fiore all’occhiello. Con la Seconda Guerra Mondiale molte delle costruzioni andarono distrutte: la villa reale, il monastero, lo chalet del Gombo. Dopo essere passato di proprietà alla presidenza della Repubblica, il parco fu ceduto alla Regione e all’Ente parco.

Gli animali: il parco ospita numerose specie arboree e animali, come vacche e daini, dei quali abbiamo menzione fin dal 1300. Il cinghiale è un inserimento di Elisa Baciocchi, mentre il coniglio selvatico di Vittorio Emanuele II, ma il caso più curioso è sicuramente quello relativo ai dromedari.
  1. I dromedari di San Rossore: furono importati nel 1622 dal granduca Ferdinando II de’Medici e subito trovarono un habitat adatto alle loro esigenze. Nel 1944 se ne contavano 234 esemplari, utilizzati per il lavoro e nei trasporti di materiale. Purtroppo le truppe mongole, al seguito dei nazisti, si cibarono dei dromedari, essendo la loro carne un piatto nazionale, segnandone l’estinzione. Dopo un tentativo di reintroduzione, i dromedari scomparvero definitivamente nel 1974 (un esemplare è al Museo di Storia Naturale di Calci, Pisa). In occasione del Pisa Route 2014, gli Scout di Agesci hanno donato 3 esemplari di dromedari al parco dove oggi vivono indisturbati.
  2. I cavalli di San Rossore: già dal Settecento sono presenti nel parco come razza autoctona, i cavalli vivono stabilmente nelle scuderie di Barbaricina e si allenano, o gareggiano nel grande ippodromo di San Rossore almeno dal 1854.
  3. La razza bovina pisana: è una pregiatissima razza bovina, meglio conosciuta come Mucco Pisano, allevata nel parco di San Rossore e a rischio estinzione. La popolarità del Mucco Pisano crebbe nel Settecento per la sua versatilità, e la sua carne è una delle più pregiate d’Italia.

Ippodromo di San Rossore: nato nel 1929 con Pietro Leopoldo II di Lorena, ospita dal 1885 la famosa corsa Premio di Pisa, una gara su 1600 metri riservata ai cavalli di tre anni.

Attività nel parco: all’interno del parco è possibile scegliere tra un vasto numero di attività, oltre naturalmente alla possibilità di passeggiate e giri in bicicletta: grazie al centro visite interno è possibile fare un caratteristico giro in carrozza, o in trenino, oppure scegliere di imbarcarsi per un affasciante viaggio in battello fino al centro di Pisa e molto altro.


Il Parco Naturale di San Rossore con le sue dune e la ricca vegetazione è stato il set di alcune scene dei film:
  • Good Morning Babilonia (1987) dei fratelli Taviani. Alcune scene sono state girate nel Parco Naturale di San Rossore.
  • L’amore ritrovato (2004) di Carlo Mazzacurati con Stefano Accorsi e Maya Sansa. Tratto dal romanzo Una relazione di Carlo Cassola, il film è ambientato nel 1936 in Toscana, tra Pisa, Livorno e Cecina. Alcune scene sono state girate nelle dune della spiaggia all’interno del Parco Naturale di San Rossore.
Ultimo aggiornamento: 24/11/2020