Museo degli Strumenti per il Calcolo e Museo per gli Strumenti di Fisica, Vecchi Macelli

Museo degli Strumenti per il Calcolo, vecchi macelli (L. Corevi, Comune di Pisa)
Museo degli Strumenti per il Calcolo, vecchi macelli (L. Corevi, Comune di Pisa)
Vecchi Macelli di Pisa, costruiti alla fine del XIX sec., ma mai del tutto utilizzati. Le strutture più grandi erano i mattatoi, ma esistevano celle per la lavorazione delle carni, forni (si intravedono alcune ciminiere) e uffici. In questo spazio è nato il Museo degli Strumenti per il Calcolo dell’Università di Pisa, inaugurato nel 2000, che ospita una raccolta di strumenti per il calcolo, dal 1400 ai giorni nostri, già appartenuti al Dipartimento di Fisica e all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e un’importante e ricca collezione di macchine legate alla storia dell’informatica. Abachi, aritmometri ottocenteschi, pezzi unici come la Calcolatrice Elettronica Pisana (1961), intorno alla quale si formò la prima scuola italiana di informatica, l’iconica Olivetti ELEA 6001 (1961). Un viaggio nella scienza, dal compasso galileiano e gli esperimenti sulla gravità, alle calcolatrici manuali, passando per la storia della creazione della dinamo di Antonio Pacinotti.


Curiosità: la CEP, o Calcolatrice Elettronica Pisana nacque grazie a un grande finanziamento da parte delle comunità di Pisa, Livorno e Lucca, che, sotto consiglio di Enrico Fermi, contribuì alla sua creazione. Un ulteriore fondo annuo messo a disposizione da Adriano Olivetti portò quindi alla creazione di due prototipi tra il 1955 e il 1957: la Olivetti ELEA 9003, il primo computer transistorizzato d’Italia e la CEP, che a partire dal 1961 sarà messa a disposizione della comunità scientifica. La sua memoria, molto simile nelle dimensioni a una fila di armadi, era di ben 8K e oggi, se dovessimo utilizzare lo stesso sistema per ricreare una memoria base di un cellulare, otterremmo una fila di armadi lunga da Pisa a Parigi.
È proprio il fondo Pacinotti che costituisce gran parte del Museo degli Strumenti di Fisica, anch’esso situato all’interno degli ambienti dei Vecchi Macelli, che comprende strumenti scientifici di fisica e astronomia del XVIII, XIX e prima metà del XX secolo, tra cui la celebre macchinetta di Pacinotti, la prima dinamo-motore a corrente continua. Al fondo si uniscono importanti archivi, quali l’Archivio Pacinotti, l’Archivio Fermi-Persico e l’Archivio Riccardo Felici, conservati dal Sistema Bibliotecario di Ateneo. Grazie alla collaborazione con la Ludoteca Scientifica, il museo è oggi un luogo dove, giocando e divertendosi, bambini, ragazzi ed adulti, imparano a conoscere e a comprendere la scienza.


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