Palazzo Roncioni, lungarno Mediceo

Facciata Palazzo Roncioni (G. Bettini, Comune di Pisa)
Facciata Palazzo Roncioni (G. Bettini, Comune di Pisa)
La facciata nasce dall’unione delle cinque case torri acquistate dai Roncioni tra il 1630 e il 1643, possiamo infatti riconoscere le precedenti strutture medievali ai due lati. L’interno invece fu decorato da G. B. Tempesti e dal Cioffo: la volta affrescata che rappresenta l’Allegoria delle arti risale al 1788. Anche in questo palazzo furono accolti politici, scrittori, artisti, ma uno in particolare si innamorò della bella e giovane Isabella Roncioni. Isabella incontrò Ugo Foscolo nel 1800 per la prima volta e fu amore a prima vista, ma lei era già la promessa sposa di Pietro Leopoldo Bartolommei. I due ebbero modo di conoscersi meglio, sempre in compagnia del fratello di lei Francesco o di un’amica comune, mai da soli; si scrissero molte lettere, ma niente potè impedire il matrimonio combinato. Questo è un estratto della lettera di addio che il Foscolo le scrisse:

Il mio dovere, il mio onore, e più di tutto il mio destino mi comandano di partire.
Tornerò forse; - se i mali e la morte non m’allontaneranno per sempre da questo sacro paese, io verrò a respirare l’aria che tu respiri, ed a lasciare le mie ossa alla terra ove sei nata.
M’era proposto di non più scriverti, e di non più vederti. Ma… - io non ti vedrò, no. Soffri soltanto queste due ultime righe che io bagno delle più calde lagrime. Fammi avere in qualunque tempo, in qualunque luogo il tuo ritratto. (…)
Oimé! Io credeva d’essere più forte di quello ch’io sono.
Per carità non mi negare questo conforto. Consegnalo al Niccolini. L’amicizia troverà tutti i mezzi…
S’io morirò, egli lo custodirà come cara e preziosa memoria della tua bellezza e delle tue virtù. Egli piangerà sempre l’ultimo, infelice, eterno amore del suo povero amico.
Addio, addio. Non posso più.
Baciami Cecchino (soprannome usato per chiamare il fratello di Isabella Francesco Roncioni). Io te lo scrivo piangendo come un ragazzo.
Addio. Risovvengati qualche volta di me.
T’amo, e t’amerò sempre; e sarò sempre infelice. Addio.

Lettera di addio che ispirò quella che troviamo nel romanzo ‘Ultime lettere di Jacopo Ortis’ di Ugo Foscolo: 'ore 9', inviata da Jacopo a Teresa prima di partire per il viaggio che lo avrebbe portato dapprima a Rovigo e in seguito a Firenze, Milano
Ultimo aggiornamento: 31/03/2021
TESTAMATTA
10m
Lungarno Mediceo, 16 p.2
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A CASA DI BITTA
70m
Mazzini, 90 p.3
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20m
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BLACK ROSE SRL
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TRATTORIA ALLA GIORNATA
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RISTORANTE LA PERGOLETTA
120m
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