Quando: primavera, estate, autunno, inverno
Adatto a: coppie, singoli
Come: a piedi, in bici, in battello, a cavallo
Introduzione
Un’esperienza multisensoriale che coinvolge olfatto, udito, gusto, tatto e vista per scoprire Pisa sotto una nuova luce.
Giorno 1
1. Giardino Scotto

Il Giardino Scotto, situato sul Lungarno Fibonacci, è un luogo ancora poco conosciuto dal turismo di massa. Noto anche come “Cittadella Nuova”, per distinguerlo dalla prima fortezza in Lungarno Simonelli, fu costruito durante la prima dominazione fiorentina sul sito della Chiesa di Sant’Andrea in Kinzica, di cui resta visibile parte del campanile all’ingresso dal Lungarno Fibonacci. La fortezza, alla cui costruzione collaborò anche Filippo Brunelleschi, comportò il riutilizzo di parte delle mura medievali, causando la scomparsa dell’antico quartiere.
Nel corso dei secoli, la fortezza subì distruzioni e ristrutturazioni, tra cui un importante intervento dell’architetto Giuliano da Sangallo, da cui prende il nome il Bastione Sangallo. Nel 1785, il bastione fu smantellato per far spazio a un palazzo nobiliare, divenuto proprietà di Domenico Scotto, che trasformò l’area in un giardino ricco di piante e fiori importati da tutta Europa, con il contributo della nuora Teresa, la quale tra il 1811 e il 1827 acquistò numerose specie arboree, anche dall’Orto Botanico di Pisa.
Recenti scavi archeologici hanno rivelato che in questa zona, durante il Medioevo, si trovava un’importante produzione di ceramica, nota come “Baractularia”.
Una prima tappa che sicuramente farà bene alla vostra vista!
2. Palazzo Lanfranchi sede del Museo della Grafica

Dal Giardino Scotto potete dirigervi verso Palazzo Lanfranchi, un edificio che ha attraversato secoli di trasformazioni. In origine appartenuto alla famiglia di ricchi mercanti della lana Stefani, il palazzo prese le sue sembianze attuali con il trasferimento della famiglia Lanfranchi. La ristrutturazione consistette nell’accorpamento di ben otto case-torri medievali, di cui sono ancora visibili tracce nelle mura, nei dettagli architettonici e nelle decorazioni.
Successivamente, il palazzo fu venduto al medico Andrea Vaccà Berlinghieri, fondatore della scuola di chirurgia. Fu la moglie Sophie a trasformarlo in un luogo di cultura. Qui si tennero salotti letterari e scientifici che attiravano scrittori, poeti, politici e artisti dell’epoca.
Dal 2007, Palazzo Lanfranchi ospita il Museo della Grafica, parte del Sistema Museale di Ateneo (SMA). Nelle sue sale sono conservate le collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe dell’Università di Pisa, una delle prime e più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea in Italia, fondata nel 1957 dallo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti. Le mostre, pur ispirandosi alla collezione permanente, abbracciano temi di interesse generale e danno vita a eventi collaterali come conferenze, workshop e laboratori didattici.
Proseguite la passeggiata sui Lungarni fino a raggiungere una delle vie più famose dello shopping di Pisa: Corso Italia.
3. Corso Italia

Corso Italia è una lunga via pedonale che collega il centro storico di Pisa con la stazione ferroviaria e i Lungarni, segnando il confine tra i quartieri di Sant'Antonio e San Martino. Questa strada, già in epoca medievale, era una delle principali direttrici della città. Gli edifici che vi si affacciavano, costruiti in mattoni, hanno restituito testimonianze di antichi opifici metallurgici.
Il nome attuale, Corso Italia, è relativamente recente. In passato, la via era conosciuta come "via del Carmine", per la presenza dell'omonima chiesa, e successivamente come "via Vittorio Emanuele II", in onore del primo re d’Italia dopo l’Unità.
Con l’inaugurazione della stazione centrale nel 1862, per facilitare l’accesso alla nuova infrastruttura furono abbattute la Porta San Gilio e le mura circostanti. Dallo spazio liberato nacquero una grande piazza e la barriera daziaria.
Purtroppo, durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, molti edifici lungo la via subirono gravi danni. In particolare, l’area delle Corti di San Domenico, un tempo sede di un monastero, rimase a lungo in degrado fino alla riqualificazione completata nel 1992.
Oggi, Corso Italia è una delle vie più frequentate di Pisa, non solo per il passeggio, ma anche per lo shopping e la gastronomia. Qui troverete negozi di ogni tipo: boutique di abbigliamento, gioiellerie, profumerie e librerie, ma anche ristoranti, pasticcerie e pizzerie. È il luogo ideale per una pausa golosa, dove potrete provare il tipico street food pisano, come la focaccia con la cecina, una specialità locale preparata con farina di ceci che appagherà vista, olfatto e gusto!
Piccola curiosità: al civico 61, si nasconde un gioiello storico, Palazzo Vincenti. Questo edificio medievale, restaurato nel XVIII secolo, ospita affreschi del 1928 firmati dal “padre del Liberty”, Galileo Chini. Le opere raccontano episodi chiave della storia pisana, come la posa della prima pietra della Cattedrale e la nascita dell’Università di Pisa. Oggi è sede di un negozio di abbigliamento.
4. Chiesa di Santa Maria della Spina

Proseguite per tutto Corso Italia fino a raggiungere Ponte di Mezzo, a questo punto girate alla vostra sinistra e proseguite costeggiando il Lungarno fino a trovare davanti a voi uno straordinario esempio di gotico pisano.
La costruzione della chiesa di Santa Maria della Spina, fu commissionata dalla ricca famiglia dei Gualandi, che la volle posizionata sulla riva del Fiume Arno (all’altezza del ponte che collegava Via Santa Maria con l’odierna Via Sant’Antonio).
La Chiesa deve il suo nome ad una preziosa reliquia custodita al suo interno: “una delle spine della corona di Cristo”, che attualmente si trova nella Chiesa di Santa Chiara.
La facciata in stile gotico è decorata con numerose guglie, rosoni e tarsie, con piccole edicole, all’interno delle quali si trovano le statue dell’Annunciazione (ai lati) e il Redentore, opere della scuola di Andrea Pisano. Nell’edicola centrale si trova invece la Madonna col Bambino e gli Angeli di Giovanni e Nino Pisano. All’interno dell’edificio spiccano: sull’altare la Madonna della Rosa posta fra i Santi Pietro e Giovanni Battista ed il tabernacolo (che conteneva la reliquia della Spina), oltre ad una copia della Madonna del Latte di Andrea e Nino Pisano (l’originale è esposta al Museo Nazionale di San Matteo. Per motivi conservativi, è stato trasferito qui anche tutto l’apparato decorativo esterno della Chiesa).
A causa dei danni delle frequenti piene dell’Arno, la chiesa fu smontata e ricostruita qualche metro più in alto rispetto alla posizione iniziale. Nel corso dei lavori, le sculture originali furono sostituite con calchi (mentre gli originali sono oggi conservati al Museo di San Matteo) e la sagrestia, un tempo rivolta verso l’Arno, fu distrutta e mai ricostruita.
La chiesa è attualmente di proprietà del Comune di Pisa ed è sede di mostre d'arte temporanee.
E dopo tanta maestria nel lavorare bianchi marmi per realizzare tanti capolavori, attraversate il ponte e dirigetevi verso il Museo Nazionale di Palazzo Reale.
5. Museo Nazionale di Palazzo Reale

Palazzo Reale è stato nel corso dei secoli la residenza pisana di tre dinastie: Medici, Lorena e Savoia.
L’aspetto attuale è frutto dell’intervento architettonico di Francesco I de’ Medici, che a fine Cinquecento decise di abbandonare il “Palazzo Vecchio” - oggi sede della Prefettura - per trasferirsi dall’altra parte dei Lungarni. I lavori furono affidati a Bernardo Buontalenti che lo trasformò nel Palazzo Granducale. Successivamente, con l’arrivo dei Lorena vennero aggiunti i tre ponti sospesi che lo collegarono alla Chiesa di San Nicola ed al Palazzo delle Vedove. Dopo l’unità d’Italia il palazzo fu residenza invernale dei Savoia fino al 1919, quando divenne proprietà dello Stato.
Delle abitazioni preesistenti fu risparmiata la torre della Verga d’Oro, dalla quale si dice che Galileo abbia mostrato il funzionamento del cannocchiale al Granduca Cosimo II.
Dal 1989 è sede del Museo Nazionale di Palazzo Reale, uno dei più ricchi della città. Vanta opere del calibro di Raffaello, Bronzino, Rosso Fiorentino e Guido Reni. Una meraviglia per gli occhi!
Di grande pregio è l’esposizione dei cinque arazzi di Manifattura Medicea, provenienti dalla villa di Poggio a Caiano, oltre alla quadreria di Antonio Ceci, con opere di Canova e molti altri.
Attraverso i ritratti, da Eleonora da Toledo a Vittorio Emanuele II, è possibile rivivere la storia del palazzo e della città, mentre la sezione dedicata al Gioco del Ponte (rievocazione storica pisana che si svolge l’ultimo sabato di giugno), ci rivela l’aspetto ludico della città nei secoli.
Dal Museo Nazionale di Palazzo Reale proseguite la passeggiata pisana, questa volta da un Palazzo Granducale si va verso un edificio storico: il Teatro Verdi.
6. Teatro Verdi

Il Teatro Verdi è il principale spazio teatrale di Pisa, nonché uno dei più bei teatri di tradizione italiani e uno dei più riusciti come esempio d’architettura teatrale ottocentesca.
L’iniziativa di dare alla città un grande teatro fu presa da alcuni illustri cittadini per conferirle una certa rinomanza e sostituire l’ormai angusto Teatro dei Ravvivati. Il Regio Teatro Nuovo, oggi dedicato a Giuseppe Verdi, fu inaugurato la sera del 12 novembre 1867 con l’opera “Guglielmo Tell” di Rossini.
Classificato come Teatro di Tradizione, il Teatro di Pisa ha sviluppato negli anni una propria fisionomia caratterizzata dalla politematicità e dall’interdisciplinarietà. Le sue attività hanno l’obiettivo sia di soddisfare una domanda diversificata sia di attrarre nuovi spettatori, stimolandone nuove curiosità e di contribuire alla crescita culturale della città.
Il teatro offre un ricco cartellone di spettacoli di lirica, prosa, danza e concerti.
La collezione Cerratelli: pur non trovandosi a Pisa, ma all’interno della villa Roncioni nel comune di San Giuliano Terme, si occupa di custodire una importante collezione di abiti di scena teatrale e cinematografici.
Dopo tanta storia, le vie del centro vi aspettano! Dal "Tempio della Musica" si prosegue alla scoperta di una delle vie più caratteristiche del centro storico pisano: Borgo Stretto.
7. Borgo Stretto

Benvenuti in uno dei moderni assi commerciali della città, una caratteristica stradina pedonale, ricca di negozi, bar e locali, sotto i suoi caratteristici portici.
Borgo Stretto è un esempio di architettura medievale, con edifici antichi che si fondono con la storia della città, tant'è che qui si trova anche la casa che fu di Vincenzo Galilei, padre di Galileo.
Il termine Borgo “bŭrgus”, deriva da “castello fortificato”, che assunse un significato diverso nei secoli, indicando una zona al di fuori delle mura. A partire dal Trecento i ricchi mercanti pisani cominciarono a costruire qui le loro logge, aprendo botteghe e taverne che potessero dare servizi alla popolazione.
Le grandi colonne erano in origine prevalentemente in legno, ma i successivi interventi voluti da Cosimo I e Ferdinando I de’ Medici portarono a una progressiva sostituzione dei materiali, giungendo a noi come le vediamo ora.
Comunemente detta Borgo, la strada si sviluppa da piazza Garibaldi, dove troviamo una copia del tabernacolo della Madonna dei Vetturini di Nino Pisano (l’originale si trova nel Museo di San Matteo), fino a via Carducci, dividendosi in Borgo Stretto e Borgo Largo. La strada è caratterizzata da ampi portici con archi, dove si concentrano botteghe, locali e boutique di lusso. È senza dubbio una delle vie più animate e frequentate di Pisa, in cui vista, suoni e profumi si fondono offrendo un'esperienza immersiva.
Giorno 2
1. Parco Regionale Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli

La Tenuta di San Rossore è stata inizialmente proprietà del Re d’Italia, poi dal 1956 al 1999 è diventata proprietà del Presidente della Repubblica Italiana, ed oggi è della Regione Toscana.
Nel 2004, il Parco è stato ufficialmente riconosciuto dall'UNESCO come Riserva della Biosfera, con la denominazione di “Selva Pisana”.
La Tenuta di San Rossore è una vasta pianura alluvionale con varie zone: “tomboli” con dune di sabbia e vegetazione, “lame” con terreni trasformati in acquitrino per il ristagno di acque, e “bosco umido” grazie alla disponibilità di acqua sul terreno.
Tra gli animali facilmente osservabili vi sono il daino, il cinghiale ed un’elevata presenza di uccelli migratori, soprattutto nel periodo di svernamento e durante la migrazione primaverile.
San Rossore è sinonimo anche di corse di cavalli: nel lontano 1854 si svolse all'Ippodromo la prima corsa. Oggi vi si svolgono gare ippiche di livello internazionale, tra cui l’antico e prestigioso Premio Pisa in Aprile. Prima ancora però era famoso per avere ospitato un allevamento di dromedari. Il primo esemplare, introdotto da Ferdinando II De’ Medici, si adattò così bene che negli anni successivi il loro numero arrivò a 200 unità.
Il Parco si lascia scoprire anche attraverso i suoi sapori: prodotti locali che racchiudono l’essenza di questo territorio, nati dall’incontro tra natura, tradizione e lavoro dell’uomo. Profumi, sapori e ingredienti autentici completano un viaggio immersivo nel cuore del Parco, dove ogni esperienza coinvolge i sensi e racconta una storia: dalla vista dei suoi paesaggi al suono della natura, dai profumi della vegetazione fino al gusto dei suoi prodotti.