Humana vestigia, il naufragio e il ritratto romano

Humana vestigia, il naufragio e il ritratto romano
Humana vestigia, il naufragio e il ritratto romano
Luogo: 
Chiesa della Spina
Data iniziale: 
Data finale: 

La Chiesa della Spina ospita tele e composizioni scultoree di Renato Frosali dedicate al dialogo con il mondo classico. L'esposizione richiama idealmente una stanza ritrovata a Pompei, tra una galleria di ritratti romani e una serie di oggetti caratterizzati da sofisticate cromie. Le opere descrivono una ricerca che si discosta dalla pittura archeologica in senso stretto, con una figurazione che nasce da un'elaborazione interiore e si traduce in immagini e suggestioni in grado di accompagnare il visitatore in un viaggio emozionale attraverso il tempo. Nelle tele il riferimento al mondo romano si intreccia con una progressiva riduzione della profondità prospettica, che conduce la rappresentazione verso una dimensione più evocativa e spirituale. Le pitture e le sculture di Frosali offrono una personale chiave di lettura e immaginazione, rifuggendo la semplice descrizione per confrontarsi con i temi della memoria, della cancellazione e della permanenza delle tracce umane. Le sculture richiamano infatti figure che sembrano riemergere dagli scavi archeologici, come antiche vestigia riportate alla luce dal tempo o riemerse dall'acqua, in un dialogo continuo tra conservazione e trasformazione.

L'esposizione, visitabile fino al 5 luglio,  sarà aperta il giovedì e il venerdì dalle ore 16.00 alle 19.00, mentre il sabato e la domenica sarà visitabile dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

Le opere esposte nella Chiesa della Spina si collegano inoltre alle due tele ospitate presso la Barberia e Sartoria Mascagni (Lungarno Pacinotti, 15)caratterizzate da un linguaggio più figurativo e descrittivo, dando vita a un percorso articolato in luoghi differenti e costruito attraverso un continuo gioco di richiami.

Nato a Pomarance nel 1962, Renato Frosali si forma a Volterra, esponendo nel corso della sua vita in mostre personali e collettive, sia in Italia che nel resto dell'Europa. Fondamentale nella sua poetica è il tema del dialogo con il mondo antico, non inteso come repertorio iconografico da riprodurre, ma come tracce di un esperienza umana universale. Volti, frammenti archeologici, reperti e vestigia del passato diventano occasioni per riflettere sul tempo, sulla fragilità della memoria e sulla permanenza delle immagini nella coscienza collettiva.