In occasione del centenario della ricollocazione del pulpito di Giovanni Pisano all’interno della Cattedrale, l'Opera della Primaziale Pisana ha organizzato la mostra "Giovanni Pisano. Memoria di uno scultore", a cura di Donata Levi ed Emanuele Pellegrini, visitabile dal 13 dicembre 2025 al 8 marzo 2026.
La mostra illustra il modo con cui la figura di uno dei massimi scultori pisani si sia tramandata attraverso i secoli. Calchi, dipinti, sculture, incisioni, fotografie e disegni concorrono a restituire lo sguardo di artisti, studiosi e visitatori sulla sua opera.
La Cooperativa Impegno&Futuro organizza delle visiste guidate alla mostra, dedicate SOLO A RESIDENTI DELLA PROVINCIA DI PISA E STUDENTI DELL'UNIVERSITA' DI PISA (può essere richiesto un controllo, munirsi di documenti d'identità).
- Ogni persona può prenotare al massimo per 2 persone.
- Ingressi contingentati dalle 19:00 alle 20:30 (ore 19:00, 19:30, 20:00 e 20:30);
Informazioni e prenotazioni: https://www.scopripisa.it/calendariovisitegratuitegiovannipisano2025/
Accanto alla mostra, l'Opera della Primaziale Pisana propone anche alcuni momenti di approfondimento: il primo di questi si svolgerà mercoledì 11 febbraio 2026 alle ore 17:00, all'Auditorium G. Toniolo (Piazza Arcivescovado, Pisa) dal titolo "Attualità e inattualità di uno scultore. Giovanni Pisano nel Novecento". Interverranno Flavio Fergonzi (Scuola Normale Superiore) e Giovanni Casini (Università di Torino), mentre introdurrà i lavori Donata Levi (Fondazione Memofonte), curatrice della mostra insieme a Emanuele Pellegrini. La conferenza indagherà il rapporto tra Giovanni Pisano e importanti interpreti del XX secolo: perché artisti come Henry Moore, Marino Marini e Lorenzo Viani si sono confrontati con il suo linguaggio? Cosa hanno cercato nelle sue opere? In che modo uno scultore medievale può essere ancora "attuale" per l'arte contemporanea?
L'incontro dell’11 febbraio è aperto al pubblico senza necessità di prenotazione e risponde all'intenzione dell'Opera della Primaziale Pisana di condividere con la comunità le ricchezze che custodisce, creando occasioni di dialogo tra studiosi, appassionati e cittadini per una maggiore consapevolezza rispetto alla storia e alla cultura del proprio territorio.