Scavo archeologico in Piazza S. Omobono, resti del sagrato tardo medievale (G. Gattiglia) photogallery Scavo archeologico in Piazza S. Omobono, resti del sagrato tardo medievale (G. Gattiglia)

Piazza S. Omobono è il risultato delle trasformazioni urbanistiche avvenute a metà del Cinquecento, che portarono al diradamento dell’impianto medievale con la demolizioni di edifici per far luogo alla piazza, come avvenne per la vicina piazza delle Vettovaglie.
L’area della piazza era, probabilmente già insediata in epoca romana, ed era parzialmente abitata anche nell’altomedioevo, quando, a seguito di una serie di fenomeni climatici e del dissesto idrologico, venne a trovarsi nelle vicinanze di un’area paludosa, come dimostra la successiva presenza della chiesa di S. Pietro detta appunto in palude.
La chiesa, citata per la prima volte nel 1153, sorgeva presso il lato nord dell’attuale spiazzo e si configurava come chiesa a loggia, di cui è ancora visibile una colonna all’interno dell’edificio di piazza di S. Omobono 6. Proprio sotto il suo loggiato, come era usanza comune nel corso del medioevo, si svolgeva un’intensa attività pubblica ad opera dei consoli e delle curie giudiziarie.
A partire dall’XI secolo tutta la zona venne via via occupata da case-torri, le cui arcate sono ancora visibili negli edifici di via Cavalca, che occupavano parte dell’attuale piazza e creavano un dedalo di vie pavimentate in mattoni e di piccole piazze pavimentate in ciottoli, nelle quali spesso si trovavano dei pozzi pubblici che permettevano ai cittadini di rifornirsi di acqua. Le trasformazioni cinquecentesche cambiarono notevolmente l’urbanistica della zona con la creazione di una piazza più grande, quella che vediamo ora, cui fece seguito anche la trasformazione della chiesa, che nel 1614 fu dedicata a S. Omobono de’ sarti e concessa alla corporazione omonima fino alla sua soppressione, avvenuta nel 1785, quando l’edificio venne parzialmente demolito e convertito in abitazione.

Testi a cura della Società storica Pisana - (Gabriele Gattiglia)
Ultimo aggiornamento 18/06/2013
Indirizzo: Piazza San Omobono, 6, 56126 Pisa
Itinerari collegati: Santa Maria est
Bibliografia:

F. Anichini, G. Gattiglia, Nuovi dati sulla topografia di Pisa medievale tra X e XVI secolo. Le indagini archeologiche di Piazza Sant’Omobono, Via Uffizi, Via Consoli del Mare e Via Gereschi, in “Archeologia Medievale”, XXXV (2008), pp. 113-142

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Piazza Sant’Omobono e Chiesa di San Pietro in Palude

Scavo archeologico in Piazza S. Omobono, resti del sagrato tardo medievale (G. Gattiglia)

Piazza S. Omobono è il risultato delle trasformazioni urbanistiche avvenute a metà del Cinquecento, che portarono al diradamento dell’impianto medievale con la demolizioni di edifici per far luogo alla piazza, come avvenne per la vicina piazza delle Vettovaglie.
L’area della piazza era, probabilmente già insediata in epoca romana, ed era parzialmente abitata anche nell’altomedioevo, quando, a seguito di una serie di fenomeni climatici e del dissesto idrologico, venne a trovarsi nelle vicinanze di un’area paludosa, come dimostra la successiva presenza della chiesa di S. Pietro detta appunto in palude.
La chiesa, citata per la prima volte nel 1153, sorgeva presso il lato nord dell’attuale spiazzo e si configurava come chiesa a loggia, di cui è ancora visibile una colonna all’interno dell’edificio di piazza di S. Omobono 6. Proprio sotto il suo loggiato, come era usanza comune nel corso del medioevo, si svolgeva un’intensa attività pubblica ad opera dei consoli e delle curie giudiziarie.
A partire dall’XI secolo tutta la zona venne via via occupata da case-torri, le cui arcate sono ancora visibili negli edifici di via Cavalca, che occupavano parte dell’attuale piazza e creavano un dedalo di vie pavimentate in mattoni e di piccole piazze pavimentate in ciottoli, nelle quali spesso si trovavano dei pozzi pubblici che permettevano ai cittadini di rifornirsi di acqua. Le trasformazioni cinquecentesche cambiarono notevolmente l’urbanistica della zona con la creazione di una piazza più grande, quella che vediamo ora, cui fece seguito anche la trasformazione della chiesa, che nel 1614 fu dedicata a S. Omobono de’ sarti e concessa alla corporazione omonima fino alla sua soppressione, avvenuta nel 1785, quando l’edificio venne parzialmente demolito e convertito in abitazione.

Indirizzo:
Bibliografia:

F. Anichini, G. Gattiglia, Nuovi dati sulla topografia di Pisa medievale tra X e XVI secolo. Le indagini archeologiche di Piazza Sant’Omobono, Via Uffizi, Via Consoli del Mare e Via Gereschi, in “Archeologia Medievale”, XXXV (2008), pp. 113-142

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Tel.: 050 3195517

TRATTORIA SANT'OMOBONO10m

Piazza Sant'Omobono, 6 - Pisa
Tel.: 050 540847

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Via Cavalca, 2 - Pisa
Tel.: 346 6689525,050 957019

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