Lunetta sopra la porta di accesso - Ex Teatro Redini (M. Baldassarri) photogallery Lunetta sopra la porta di accesso - Ex Teatro Redini (M. Baldassarri)

Inaugurato nell’autunno del 1901 nel quartiere di San Martino, non lontano dalla chiesa di S. Bernardo, il teatro prende il nome dal suo fondatore, Giuseppe Redini. Nato da una famiglia di estrazione contadina originaria del mantovano, Redini aveva avviato la costruzione del teatro alla fine dell'Ottocento, aprendolo alla città, in cui era noto come ortopedico, alle soglie del nuovo secolo.
La struttura era molto semplice e presentava una sala rettangolare con galleria e quattro palchi su un singolo lato.
L'epoca d'oro delle attività teatrali coincide con l'età giolittiana (1901-1914), e in quel torno di tempo il locale venne usato spesso anche dagli anarchici, probabilmente a causa delle simpatie repubblicane e libertarie del proprietario. 

Dopo la prima guerra mondiale le rappresentazioni si ridussero notevolmente, e negli anni Trenta fu acquistato dal pittore e incisore Giuseppe Viviani, cessando definitivamente di funzionare durante la seconda guerra mondiale. Il teatro venne così adibito a pista di pattinaggio, poi a sala da ballo ed infine trasformato in cinema, per essere successivamente utilizzato come bottega artigiana ed anche come magazzino.
Del teatro, ormai chiuso, rimangono ancora l'insegna posta sopra l'ingresso e, nella lunetta dell'arco a tutto sesto, un legno intagliato raffigurante una delle muse, probabilmente Tersicore, intenta a suonare la lira.

Testi a cura della Società storica Pisana - (M. Baldassarri)
Ultimo aggiornamento 18/06/2013
Indirizzo: Via Pietro Gori, 33, 56125 Pisa
Itinerari collegati: San Martino
Bibliografia:

G. Dell'Ira, I teatri di Pisa (1773-1986), Giardini Editori, Pisa 1987.

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Ex Teatro Redini

Lunetta sopra la porta di accesso - Ex Teatro Redini (M. Baldassarri)

Inaugurato nell’autunno del 1901 nel quartiere di San Martino, non lontano dalla chiesa di S. Bernardo, il teatro prende il nome dal suo fondatore, Giuseppe Redini. Nato da una famiglia di estrazione contadina originaria del mantovano, Redini aveva avviato la costruzione del teatro alla fine dell'Ottocento, aprendolo alla città, in cui era noto come ortopedico, alle soglie del nuovo secolo.
La struttura era molto semplice e presentava una sala rettangolare con galleria e quattro palchi su un singolo lato.
L'epoca d'oro delle attività teatrali coincide con l'età giolittiana (1901-1914), e in quel torno di tempo il locale venne usato spesso anche dagli anarchici, probabilmente a causa delle simpatie repubblicane e libertarie del proprietario. 

Dopo la prima guerra mondiale le rappresentazioni si ridussero notevolmente, e negli anni Trenta fu acquistato dal pittore e incisore Giuseppe Viviani, cessando definitivamente di funzionare durante la seconda guerra mondiale. Il teatro venne così adibito a pista di pattinaggio, poi a sala da ballo ed infine trasformato in cinema, per essere successivamente utilizzato come bottega artigiana ed anche come magazzino.
Del teatro, ormai chiuso, rimangono ancora l'insegna posta sopra l'ingresso e, nella lunetta dell'arco a tutto sesto, un legno intagliato raffigurante una delle muse, probabilmente Tersicore, intenta a suonare la lira.

Indirizzo:
Bibliografia:

G. Dell'Ira, I teatri di Pisa (1773-1986), Giardini Editori, Pisa 1987.

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